Alto un metro e mezzo con grandi occhioni a mandorla muove con fluidità mani e braccia grazie alle sue 17 articolazioni: è il robot androide della Toyota che intrattiene il pubblico in occasione della sua presentazione eseguendo un formidabile assolo con violino.

La casa automobilistica investirà raffinando le già notevoli doti manuali dell’androide nella prospettiva di impiegarlo in ambito domestico.

Insieme all’androide violinista, la Toyota, ha presentato anche un prototipo di robot addetto alla mobilità di persone anziane o inabili. Si tratta di una macchina con una autonomia di oltre 20 chilometri ogni ora di carica capace di trasportare una persona su percorsi difficili e accidentati evitando autonomamente gli ostacoli.


Ci siamo. C’era d’aspettarselo: presto dalle bambole gonfiabili si passerà a giocattoli molto più verosimili ed interattivi!
Lo pensa Henrik Christensen, fondatore di European Robotics Research Network e docente di Robotica all’Università di Stoccolma, che ha dichiarato: “…. Entro cinque anni al massimo la gente comincerà a fare sesso con i robot”.

Ma c’è chi si spinge oltre, David Levy, un apprezzato ricercatore sull’intelligenza artificiale presso l’Università di Maastricht in Olanda, sostiene che entro il 2050 si assisterà ad unioni matrimoniali tra umani e robot. Lo studioso arriva ad ipotizzare che, il primo luogo dove questi matrimoni verranno celebrati, sarà lo stato con le leggi più liberali della terra: il Massachusetts, in America. Levy è così sicuro di quello che dice tanto da aver scritto un libro sull’argomento dal titolo “Love and Sex with Robots”.

Intanto, c’è chi, fiutato l’affare, non intende aspettare ed ha già iniziato la produzione delle bambole per adulti del terzo millennio utilizzando le tecnologie a disposizione oggi e tanto silicone.
Si tratta di Michael Harriman un ingegnere aereonautico tedesco che ha creato diverse versioni di bambole meccaniche e li vende sul suo sito, riservato ai maggiorenni, www.andydroid.com.

Si chiama RoboZak, un rivoluzionario robot umanoide, l’ultima creatura della De Agostini. Cammina, corre, balla ed emula le mosse di un temibile atleta di ‘wrestling robotico’. Secondo la De Agostini, implementa una avanzatissima tecnologia che gli consente di compiere movimenti acrobatici possibili solo agli umanoidi dei centri di ricerca più famosi.

E’ fornito di speciali software di programmazione per soddisfare le richieste più esigenti, inoltre, dispone di un facile telecomando a infrarossi, che permette di avviare anche le evoluzioni più complesse.

L’opera è reperibile in edicola a partire dal 21 luglio. Sono previste 92 uscite, composte da un fascicolo e dai componenti per la realizzazione completa dell’androide. Nelle 16 pagine di ogni fascicolo si trovano tutte le istruzioni e i consigli su come costruire passo dopo passo le varie configurazioni di ROBOZAK e sfruttarne al meglio le potenzialità, in modo semplice e intuitivo.

A questo indirizzo si trova un’offerta per navigatori del web.

Detestate e illegali le copie biologiche qualcuno ha pensato di clonarsi in un androide.

Si tratta del professore giapponese Hiroshi Ishiguro che nel laboratorio dell’ATR, lo stesso che ha creato le due androidi ‘femminili’ dell’Università di Osaka, ha replicato se stesso costruendo un robot al silicone a sua immagine e somiglianza.
Il risultato, almeno quello estetico, dobbiamo dire, è migliore del vecchio Frankstein e la somiglianza impressiona!

Il robot presenta un numero molto più alto di sensori di movimento rispetto ai precedenti usciti dallo stesso laboratorio e si è lavorato molto sulla mimica facciale nel tentativo di creare un “gemello” del professore.

Germinoid potrebbe sostituire il ricercatore in molte operazioni come quella di fornire spiegazioni ai visitatori del laboratorio o quella di impegnarsi in un ciclo di spiegazioni a un gruppo di studenti. Ma, quella che potrebbe trarne più beneficio, è sicuramente la moglie!!!

Il video su Youtube, visibile in basso, mostra la compresenza dei due professori. L’umano è quello che parla …. per ora!


Presentato all’università del Kyushu, in Giappone, un robot con una forma vagamente antropomorfa alto poco più di 110 centimetri, capace di riconoscere diversi tipi di odori.

L’ automa è in grado di capire, ad esempio, se un odore di bruciato provenga da una sigaretta o da un suppellettile in fiamme e quindi reagendo può evitare lo svilupparsi di incendio.

L’Associazione Italiana Macchine Utensili (UCIMU) ha presentato i risultati della quarta edizione dell’indagine sul parco macchine utensili e sistemi di produzione dell’industria italiana.
Lo studio, realizzato con cadenza decennale, fotografa lo stato dell’apparato produttivo del paese. L’industria italiana appare in buona salute, il sistema produttivo si rinnova ma si auspica una accelerazione del ciclo di aggiornamento. Occorrono misure concrete per favorire e accentuare il processo di rinnovamento delle strutture produttive affiancando agli ammortamenti liberi anche le rottamazioni.

Giunta alla sua quarta edizione, la ricerca è stata realizzata da UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione, con il contributo di ministero del Commercio internazionale, Camera di Commercio di Milano e Banca Intesa Medio Credito. L’indagine, condotta su un campione costituito da 3.000 imprese, fornisce il quadro sull’età media, grado di automazione e integrazione, composizione e distribuzione (per settore, dimensione di impresa,
aree territoriali) del parco macchine utensili e sistemi di produzione dell’industria del paese al 31 dicembre 2005.

I risultati dell’indagine sono positivi:
- diminuisce l’età media del parco macchine utensili e sistemi di produzione installato nell’industria italiana
- aumenta il grado di innovazione tecnologica degli stabilimenti produttivi
- cresce la quota di macchine presenti nelle piccole imprese, le vere protagoniste degli investimenti in beni strumentali

Tomy, l’industria che ha ideato i sosia giocattolo dei famosi robot “Transformer e che ha creato gli animali virtuali “Tamagotchi”, lancia una versione aggiornata del compatto “Omnibot”, il robot tuttofare venduto dalla stessa società negli anni 80.

Il modello del 2007, denominato i-Sobot, può suonare la batteria, ballare a ritmo di musica, fare le flessioni e rialzarsi dopo una caduta. E’ alto 165 mm, pesa appena 350 grammi e, secondo Tomy, è il più piccolo robot al mondo tra quelli a due gambe.

La Tomy spera che i giovani adulti amanti dei gadget (in Giappone vengono chiamati “otaku”) si innamoreranno di questa nuova “creatura” e prevede di vendere, al prezzo di circa 260 dollari, 50.000 i-Sobot in Giappone e altri 250.000 oltreoceano.

E’ stato inaugurato nel quartiere Chinatown di New York un sofisticato parcheggio robotizzato che utilizza un sistema gestito
da raggi laser e sensori radar.
Come funziona il servizio? Basterà portare l’auto sopra una piattaforma e questa sarà sistemata automaticamente in pochi minuti in uno dei 67 parcheggi ricavati all’interno di una costruzione che, con le tradizionali rampe di accesso ai vari piani, avrebbe potuto ospitare al massimo 24 auto.
Un metodo efficace, quindi, per contribuire a risolvere il problema della penuria degli spazi dedicati al parcheggio auto nelle città nonché quello di alleviare le incertezze delle signore spesso in difficoltà nella fase di parcheggio.
I parcheggi automatici già esistevano ma questo è cosi efficiente che, la Robotic Parking System, società che realizza questo tipo di impianti, sta ricevendo ordini da tutto il mondo ed ha appena spedito un sistema da 900 auto a Dubai e un altro da 1200 negli Emirati Arabi.

Gli scienziati delle università di Warwick, Cardiff, Newcastl e Dublino stanno collaborando con ingegneri e esperti di software per progettare dei robot infermieri e avere a disposizione tre prototipi entro il 2010.
Questi automi dovrebbero alleggerire il lavoro degli infermieri aiutandoli nelle opere di pulizia dei reparti e non solo.
Vengono programmati per portare messaggi e per accompagnare parenti o amici nella camera del paziente. Basterà solo pronunciare il nome del paziente e seguire il robot che li condurrà al letto del malato.
Inoltre, questi “originali” collaboratori potranno anche distribuire le medicine e monitorare la temperatura dei pazienti attraverso termometri laser.
I robot sono anche programmati per lavorare in gruppo comunicando tra loro per coordinare i propri compiti.

I ricercatori dell’università di Tokyo hanno presentato il ‘Salotto del futuro’, dove robot, dalle forme antropomorfe, si prendono cura della casa e degli inquilini.

In via sperimentale sono state dimostrate alcune delle possibili applicazioni della nuova serie di automi intelligenti utili alla vita quotidiana dell’uomo.

“Gradisce qualcosa da bere?”, chiede una voce metallica e se la risposta è affermativa, l’automa versa con delicatezza un te caldo. Oppure, se il padrone legge un libro e la stanza non è sufficientemente illuminata, il robot si avvicina con discrezione e accende la luce.

C’é ancora da lavorare sull’aspetto e non solo. Comunque la linea è ormai tracciata: in un futuro non tanto lontano, questo tipo di macchine, troverà un impiego nel settore del supporto alle persone e alla gestione della casa.

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