Gli scienziati delle università di Warwick, Cardiff, Newcastl e Dublino stanno collaborando con ingegneri e esperti di software per progettare dei robot infermieri e avere a disposizione tre prototipi entro il 2010.
Questi automi dovrebbero alleggerire il lavoro degli infermieri aiutandoli nelle opere di pulizia dei reparti e non solo.
Vengono programmati per portare messaggi e per accompagnare parenti o amici nella camera del paziente. Basterà solo pronunciare il nome del paziente e seguire il robot che li condurrà al letto del malato.
Inoltre, questi “originali” collaboratori potranno anche distribuire le medicine e monitorare la temperatura dei pazienti attraverso termometri laser.
I robot sono anche programmati per lavorare in gruppo comunicando tra loro per coordinare i propri compiti.
I ricercatori dell’università di Tokyo hanno presentato il ‘Salotto del futuro’, dove robot, dalle forme antropomorfe, si prendono cura della casa e degli inquilini.
In via sperimentale sono state dimostrate alcune delle possibili applicazioni della nuova serie di automi intelligenti utili alla vita quotidiana dell’uomo.
“Gradisce qualcosa da bere?”, chiede una voce metallica e se la risposta è affermativa, l’automa versa con delicatezza un te caldo. Oppure, se il padrone legge un libro e la stanza non è sufficientemente illuminata, il robot si avvicina con discrezione e accende la luce.
C’é ancora da lavorare sull’aspetto e non solo. Comunque la linea è ormai tracciata: in un futuro non tanto lontano, questo tipo di macchine, troverà un impiego nel settore del supporto alle persone e alla gestione della casa.
Il celeberrimo robot antropomorfo della Honda ha un incidente in diretta in una manifestazione. Guarda il filmato inserito su Google.
E’ Bill Gates a parlare. Trentanni dopo la sua celebre frase “un computer su ogni scrivania”, Bill, proferisce una nuova profezia. Si concretizzerà anche questa? Come non dargli ragione.
Persa, probabilmente, la guerra su Internet contro Google, il boss della Microsoft tenta di cambiare campo di battaglia e prova ad anticipare tutti nel creare uno standard nello sviluppo dei robot. Una manovra simile a quella con cui, oltre 20 anni fa, ci impose il sistema operativo che favorì l’informatizzazione dell’intero pianeta.
Riuscirà anche questa volta? Noi però siamo a conoscenza che uno dei nomi di dominio internet su cui Google ha investito è www.android.com!
Ma Microsoft e Google potrebbero non essere gli unici attori di questa nuova ed intrigante rivoluzione industriale. Ricordate Asimo, l’androide della Honda? Siamo sicuri che i giapponesi faranno la loro parte. A noi non ci resta che chiudere con un “vinca il migliore”!