Robot giocattolo


Si chiama RoboZak, un rivoluzionario robot umanoide, l’ultima creatura della De Agostini. Cammina, corre, balla ed emula le mosse di un temibile atleta di ‘wrestling robotico’. Secondo la De Agostini, implementa una avanzatissima tecnologia che gli consente di compiere movimenti acrobatici possibili solo agli umanoidi dei centri di ricerca più famosi.

E’ fornito di speciali software di programmazione per soddisfare le richieste più esigenti, inoltre, dispone di un facile telecomando a infrarossi, che permette di avviare anche le evoluzioni più complesse.

L’opera è reperibile in edicola a partire dal 21 luglio. Sono previste 92 uscite, composte da un fascicolo e dai componenti per la realizzazione completa dell’androide. Nelle 16 pagine di ogni fascicolo si trovano tutte le istruzioni e i consigli su come costruire passo dopo passo le varie configurazioni di ROBOZAK e sfruttarne al meglio le potenzialità, in modo semplice e intuitivo.

A questo indirizzo si trova un’offerta per navigatori del web.

Tomy, l’industria che ha ideato i sosia giocattolo dei famosi robot “Transformer e che ha creato gli animali virtuali “Tamagotchi”, lancia una versione aggiornata del compatto “Omnibot”, il robot tuttofare venduto dalla stessa società negli anni 80.

Il modello del 2007, denominato i-Sobot, può suonare la batteria, ballare a ritmo di musica, fare le flessioni e rialzarsi dopo una caduta. E’ alto 165 mm, pesa appena 350 grammi e, secondo Tomy, è il più piccolo robot al mondo tra quelli a due gambe.

La Tomy spera che i giovani adulti amanti dei gadget (in Giappone vengono chiamati “otaku”) si innamoreranno di questa nuova “creatura” e prevede di vendere, al prezzo di circa 260 dollari, 50.000 i-Sobot in Giappone e altri 250.000 oltreoceano.